ESPERIENZA PERSONALE

Sono stata una bambina abusata, fra le mura domestiche. Avevo solo otto anni. Non usciva la voce quando arrivava l’orco, non riuscivo ad urlare a chiedere aiuto. Era come vivere in una casa di sordi e ciechi.Il mio dolore, la mia paura si esprimevano col linguaggio del corpo, ma non importava e nessuno. A soli nove anni ho cominciato a vomitare dopo mangiato. Mi faceva stare meglio.Ho odiato i miei familiari a tal punto da inventarmi una nuova vita, fatta di menzogne, di sogni, dove loro non c’erano e se c’erano, mio malgrado, coprivo le loro vergogne, per salvare le mie. Il senso di colpa, la vergogna hanno dominato la mia infanzia e la mia adolescenza. Ho imparato presto ad essere dura con me stessa e gli altri. Mai una lacrima, anche se il bisogno di lavare dentro tutte le schifezze che accumulavo forse mi avrebbero aiutato. Ma gli occhi si rifiutavano di piangere. Il cuore era sventrato, la testa confusa, l’odio cresceva e lievitava in me. Non so cosa mi abbia spinto a decidere di voler essere diversa da loro, dalla mia famiglia. Ma io ero certa solo di quello: volevo essere diversa. Tante volte abuso chiama abuso, io ho scelto un’altra strada che mi portasse fuori dal baratro che mi risucchiava sempre più. E’ una fatica immane, a volte costruivo e loro distruggevano tutto, con una parola, un comportamento cattivo. Ma io ricominciavo, testa bassa, con una furia dentro che ancora oggi non so dove traesse forza. Ho sofferto di anoressia, bulimia e insonnia. Negavo l’evidenza. Mi ostinavo a dire che io non ero “loro”. Spesso mi hanno percosso per i miei comportamenti strani. Ma io mi incaponivo ancora di più. Ho indossato la mascherina molto presto. due facce, due vite. Ho impiegato più di quaranta anni a confessare ad una terapeuta cosa avevo sofferto. La risalita è dura. Fidarsi degli altri impossibile. I rapporti con i ragazzi impossibili. La vita di una bambina o bambino vittima di abusi non sarà mai più la stessa. Sono tanti i fili che si spezzano e innumerevole le barriere che si costruiscono per difesa. Per non soffrire ancora. Ma il dolore più grande l’ho provato quando non mi hanno creduto. Mi è caduto il mondo addosso ancora una volta.

Costanza

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