Leggere storie di abusi

Tutti noi vorremmo vivere e leggere storie a lieto fine. Quando sui giornali viene riportata la notizia di un abuso su un minore o una donna la reazione è di indignazione. Spesso però si fa fatica ad andare oltre, sono argomenti delicati, che toccano il cuore, “che fanno stare male”. Tutte osservazioni verissime, ma che lasciano il mondo così come è, con gli orchi e i bambini abusati e le donne maltrattate. La narrativa sugli abusi è davvero carente, mentre sono numerosi i libri per “gli addetti ai lavori”. Vorrei per un attimo riflettere su questo punto particolare : leggo la notizia, mi indigno, ma non riesco a leggere storie di abusi. Ricordo che il bambino abusato o la donna maltrattata potrebbe essere la vostra nipotina, vostra figlia, la vostra vicina di casa. Se davvero vogliamo lavorare per mettere fine il prima possibile alle troppe vite rubate, all’infanzia rotta, è importante conoscere, sapere. Chi decide di scrivere la sua storia di abuso subito difficilmente vi narrerà scene scabrose, è più facile che emergano gli stati d’animo, i meccanismi perversi che permettono il protrarsi degli abusi. Le piccole vittime non sono in grado di raccontare cosa è successo, in seguito c’è la vergogna, la paura di essere considerati sporchi, inadatti. E’ un dolore e uno stato d’animo particolare, nessun giornale lo scrive, nessun articolo lo riporta. Ci vuole coraggio e leggere le storie di chi ha avuto il coraggio di scriverle, l’abuso si può riconoscere, a volte, anche se non si è psicologi. A scuola, per esempio, il disegno di un bambino, come si comporta e relaziona con gli altri compagni e gli adulti dicono tantissimo. Riflettete, il mondo non è un mondo di fiabe, non arriva il principe a salvarti, a volte il principe lo devi cacciare via.

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